Rischio da stress lavoro-correlato.

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Rischio da stress lavoro-correlato.

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La definizione della Commissione Europea stabilisce che lo “stress legato al lavoro è uno schema di reazione emotiva, cognitiva, comportamentale e psicologica agli aspetti conflittuali e nocivi dei contenuti del lavoro, dell’organizzazione del lavoro, dell’ambiente di lavoro. Lo stress è causato da una scarsa corrispondenza tra il nostro ruolo al lavoro e fuori dal lavoro e dal non avere un ragionevole grado di controllo sul nostro lavoro e sulla nostra vita.”

Altra definizione di stress lavoro correlato di Niosh Insieme di reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifesta quando le richieste poste dal lavoro non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore. Lo stress connesso al lavoro può influire negativamente sulle condizioni di salute e provocare infortuni.”

Le variabili da prendere in considerazione per valutare appieno l’insorgenza di una potenziale usura psicofisica sono:

  1. predisposizione familiare a determinate patologie e resistenza individuale allo stress;
  1. variabili biologiche (sesso ed età);
  1. ambiente sociale di provenienza e vita di relazione;
  1. eventi di vita significativi (lutti, malattie, separazione, guerre, sismi etc.);
  1. evoluzione del contesto sociale (es. famiglia da “normativa” diviene “affettiva”, stereotipi, stigma verso la patologia psichica etc.);
  1. fattori professionali (rischi specifici del lavoro svolto e organizzazione del lavoro)

 

Lo stress lavorativo deriva dall’interazione di più fattori, quali: l’organizzazione del lavoro (tipologia, ambiente, carichi, orari, ruolo, responsabilità, relazioni gerarchiche), le caratteristiche psico-fisiche (personalità, abitudini, motivazioni, comportamenti) e il contesto di vita del lavoratore (condizioni economiche, relazioni, integrazione sociale, situazioni familiari). Nel momento in cui l’interazione tra questi fattori risulta squilibrata, si genera una condizione di “strain” (aggravio, fatica), ne consegue che il lavoratore stressato “non ce la fa più” a svolgere correttamente il proprio lavoro, con ripercussioni sull’azienda per la quale il soggetto lavora, ma anche e soprattutto sul lavoratore stesso, che diviene più esposto all’insorgenza di patologie di varia natura. L’analisi del rischio si basa sulla rilevazione dei diversi indicatori in grado di fornire informazioni utili sui diversi aspetti del problema. E’ importante perciò un’attenta analisi delle condizioni di lavoro, al fine di poter rilevare, tramite l’osservazione, fattori oggettivi (ad es. orari, carichi di lavoro, procedure operative, condizioni ambientali, contesto esterno, gestione del personale, etc.) ma anche la percezione soggettiva del lavoratore, mediante interviste strutturate o semistrutturate e questionari standardizzati. È inoltre necessario valutare lo strain del lavoratore, che può avere diverse manifestazioni, come sintomi fisici (ad esempio cefalea, insonnia, stanchezza cronica, etc.), mentali (difficoltà a memorizzare, a concentrarsi, etc.), emozionali (ad esempio depressione, nervosismo, tristezza, ansia, etc.) e comportamentali (abuso alcool e fumo, scarsa cura di sé, conflitti familiari, etc.)

 

Bibliografia

Magnani M., Majer V. (a cura di) Rischio stress lavoro-correlato

Masciocchi P. Stress lavoro-correlato

Linee guida SIMLII Rischio Stress

 

Sitografia

http://www.istitutoramazzini.com/FilesPDF/GUIDA%20STRESS%20LAVORO%20CORRELATO.pdf

http://www.unipd-org.it/rls/lineeguida/stress/lineeguidasimliirischiostress.pdf


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