Disturbo Istrionico di Personalità.

  • 0

Disturbo Istrionico di Personalità.

Tags : 

I pazienti a cui viene diagnosticato il disturbo istrionico di personalità (da ora in poi DIP) ostentano un’eccessiva emotività, esternata con modalità teatrali; inoltre il loro comportamento[1], più o meno apparentemente seduttivo, è finalizzato alla ricerca di attenzione, di approvazione, di supporto da parte di altri. Questi individui infatti si sentono a disagio e non si sentono apprezzate nelle situazioni in cui non sono al centro dell’interesse altrui. Quindi, ottenere l’approvazione da parte delle altre persone è per loro fondamentale ed è così che ricorrono al loro aspetto fisico per ottenerla. Ne consegue che sono individui che si preoccupano eccessivamente di essere fisicamente attraenti, di riuscire così ad impressionare gli altri tramite il loro aspetto e spendono molto denaro e tempo in vestiti e per le cure personali.

Un’angoscia che affligge questi pazienti è l’invecchiamento, in quanto la degenerazione fisica potrebbe far perdere loro l’unico strumento attraverso il quale riescono ad affascinare e avvicinare le altre persone.

Il comportamento degli individui con tale disturbo di personalità è spesso provocatorio e seduttivo, così come il loro aspetto, questo anche in situazioni poco appropriate al contesto, come ad esempio, sul posto di lavoro, o nei confronti di persone per cui non nutrono un reale coinvolgimento sessuale o sentimentale, come ad esempio gli amici.

All’inizio di una relazione, questi pazienti possono risultare affascinanti, socievoli e piacevoli, ma con il passare del tempo, queste qualità tendono ad indebolirsi, in quanto le loro richieste di attenzione risultano eccessive. Al fine di farsi accettare e soprattutto di ricevere l’approvazione da parte delle altre persone, i soggetti con personalità istrionica possono far ricorso alla manipolazione, alla coercizione o a minacce di suicidio. Una particolarità propria di questo disturbo è la manifestazione emotiva drammatica e superficiale.

Le persone con DIP esprimono, infatti, le loro emozioni in modo troppo intenso, esagerato e plateale, soprattutto risultano prive di spontaneità e molto spesso vengono accusate dagli altri di simulare i sentimenti. Infatti, possono mostrare forte rabbia, esplosioni d’ira e di collera in risposta ad eventi minimi oppure manifestare emozioni molto profonde per persone conosciute da poco e, soprattutto, questi vissuti emotivi si accendono e si spengono in modo rapido. Il loro costante bisogno di affetto, attenzione e approvazione deriva dal fatto che ne sono stati deprivati durante l’infanzia. Ne consegue che vivono costantemente nel timore di essere abbandonati.

L’eccessivo interesse per il consenso altrui, piuttosto che sulle proprie capacità interne, porta questi pazienti a considerare se stessi solo in funzione degli altri e ciò determina uno inadeguato senso di identità personale.

Altra particolarità dei pazienti istrionici è quella di considerare le relazioni più intime di quello che in realtà sono, come il ritenere un conoscente un caro amico. In realtà questi individui hanno grande difficoltà ad instaurare un’autentica intimità emotiva con le persone con le quale si relaziona, questo perché, molto spesso, si ritrovano a recitare una parte, ad esempio quella della vittima, della bella principessa e del macho oppure cercano di controllare l’altro attraverso la manipolazione emotiva e la seduzione, pur non avendone coscienza. Si affiancano a partner forti, autorevoli, a cui attribuiscono doti straordinarie.

I pazienti istrionici presentano un alto grado di suggestionabilità, infatti possono cambiare valori, impressioni, stati d’animo in base agli interessi del partener del momento.  Il modo di comunicare di queste persone risulta teatrale, impressionistico ma carente di dettagli, infatti questi pazienti possono esprimere il loro pensiero in modo convincente, ma le ragioni che sottostanno alle loro opinioni spesso risultano povere di elementi che le possano supportare.

I dati per il DIP suggeriscono una percentuale pari al 2-3% della popolazione generale e del 10-15% della popolazione clinica; inoltre questa patologia sembrerebbe più diffusa nel genere femminile.

I criteri proposti dal DSM-5 per diagnosticare il DIP, sono i seguenti:

Un pattern pervasivo di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione, che inizia entro la prima età adulta ed è presente in svariati contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

  1. È a disagio in situazioni nelle quali non è al centro dell’attenzione.
  2. L’interazione con gli altri è spesso caratterizzata da inappropriato comportamento sessualmente seduttivo o provocante.
  3. Manifesta un’espressione delle emozioni rapidamente mutevole e superficiale.
  4. Utilizza costantemente l’aspetto fisico per attirare l’attenzione su di sé.
  5. Lo stile dell’eloquio è eccessivamente impressionistico e privo di dettagli.
  6. Mostra autodrammatizzazione, teatralità, ed espressione esagerata delle emozioni.
  7. È suggestionabile, cioè facilmente influenzato dagli altri e dalle circostanze.
  8. Considera le relazioni più intime di quanto non siano realmente.

Il modello alternativo presente nel DSM-5 non prende in considerazione il DIP.

[1] Per catturare l’interesse delle altre persone possono ricorrere a comportamenti teatrali, come ad esempio esagerazioni di episodi di vita, invenzioni di storie, descrizioni drammatiche del proprio stato fisico ed emotivo; comportamenti provocatori e seduttivi, come adulazioni, provocazioni sessuali, regali.

 

Bibliografia

American Psychiatric Association, DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text revision, a cura di V. Andreoli, G. B. Cassano, R. Rossi, Trento, Elsevier Editore, 1997.

______________, DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Cortina Raffaello Editore, 2014.

Lingiardi V., Gazzillo F., La personalità e i suoi disturbi. Valutazione clinica e diagnosi al servizio del trattamento, Milano, Cortina Raffaello Editore, 2014.

Lingiardi V., La personalità e i suoi disturbi. Un’introduzione. Il Saggiatore Editore.


Leave a Reply