Qual è il rapporto tra personalità, genetica e ambiente?

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Qual è il rapporto tra personalità, genetica e ambiente?

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Negli ultimi venti anni, le ricerche hanno messo in evidenza quanto sia rilevante l’influenza dei fattori genetici sulle interazioni tra genitori e figli, rispetto a quelli ambientali, per quanto riguarda i tratti di personalità. I fattori genetici spiegherebbero il 30-50% della varianza sia dei tratti di personalità normali, sia di quelli definiti maladattivi e quindi legati ai DP.

I fattori che compongono la personalità non sono esclusivamente appartenenti all’organismo o all’ambiente: entrambi questi sistemi concorrono, in stretta relazione, alla formazione della stessa. Di conseguenza, il comportamento dipende da fattori biologici, ereditari e da quelli ambientali e culturali. Gli studi di genetica comportamentale hanno sottolineato il fatto che molti processi, ritenuti in passato interamente mediati dall’ambiente, sono in realtà influenzati in parte dai geni, questo perché l’esposizione all’ambiente è in parte sotto l’influenza genetica.

Robert Plomin[1] afferma che il bambino seleziona e modifica il suo ambiente in base a quelle che sono le sue caratteristiche temperamentali. Ad esempio, il bambino estroverso ha maggiori possibilità di essere invitato a prendere parte ad attività sociali rispetto a quello che è avvertito come introverso oppure i bambini più intelligenti sono attratti da compiti difficili e competitivi. Le influenze ambientali che hanno maggior peso non sono quelle connesse all’ambiente fisico ma quelle collegate a quello relazionale. Infatti, le esperienze che rendono diverso lo stesso ambiente sono, ad esempio, il differente trattamento ricevuto dai genitori, i differenti legami instauratisi con i vari membri della famiglia, le aspettative e i sentimenti che hanno accompagnato tali relazioni.

Recentemente è stato dimostrato che non per forza le esperienze negative dei primi anni di vita determineranno psicopatologia durante la vita adulta; in realtà esperienze successive riparatorie possono attenuare o addirittura annullare gli effetti negativi delle sofferenze precoci ma anche che alcuni soggetti sono fin da piccoli più resilienti di altre a cimentarsi con le problematicità della vita.

[1] R. Plomin, Genetica del comportamento, Milano, Cortina Raffaello Editore, 2° 2014 (2001).


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